PONTONI FALCONSTAR, E’ SEMPRE MAL DI TRASFERTA. FATALI ANCORA UNA VOLTA I TROPPI ERRORI AL TIRO, E ORA INIZIA UN CICLO DI FERRO

PONTONI FALCONSTAR, E’ SEMPRE MAL DI TRASFERTA. FATALI ANCORA UNA VOLTA I TROPPI ERRORI AL TIRO, E ORA INIZIA UN CICLO DI FERRO

La Pontoni Falconstar non riesce a togliersi di dosso il mal di trasferta. A Bernareggio, prima di una serie da brividi contro squadre di alta classifica (Cremona, Bergamo, Mestre, e il recupero con San Vendemiano) la squadra biancorossa andava alla ricerca di un successo per mettere fieno in cascina, ma ancora una volta il canestro è apparso troppo stretto, con percentuali di tiro troppo basse per poter pensare di vincere in trasferta contro una squadra che è nel miglior momento della sua stagione (terza vittoria consecutiva) nonostante l’ultimo posto in classifica. “Abbiamo sbagliato tanto da 3 punti (5/22, ndr) ma a farci male sono stati soprattutto 4 o 5 canestri da sotto completamente “mangiati” – racconta amareggiato coach Praticò – già facciamo fatica a fare canestro, pur costruendo bene i tiri, se si aggiungono anche errori così è chiaro che diventa dura. Continuando con queste medie di realizzazione i play-off sono un miraggio, dobbiamo entrare in un’altra ottica e cominciare a guardarci alle spalle. La difesa è ancora un’arma che possiamo sfruttare, e dobbiamo farlo meglio, ma dobbiamo comunque segnare di più per prendere più fiducia e motivazione anche in difesa”. La Pontoni ha avuto un ottimo Medizza, autore di 15 punti e 10 rimbalzi (“La sua uscita per 5 falli prima della fine è stata pesantissima”, ammette Praticò), uno stoico Scutiero (“Rientrava da uno stop prolungato, non era previsto di fargli giocare 18′ ma vista la situazione non avevo altra scelta”), un sempre affidabile Prandin, sprazzi di Rezzano e Naoni, ma poca produzione da tutto il resto del gruppo, peraltro orfano dell’acciaccato Coronica, in panchina per onor di firma. In tanti hanno fatto fatica, qualcuno con attenuanti di ordine fisico (Bacchin), altri chiamati a dare di più, e in particolare i giovani, dei quali la Falconstar sembra avere sempre più bisogno. “Non siamo una squadra che può avere una rotazione a 6 uomini, non ne abbiamo le caratteristiche fisiche, ne abbiamo sempre ruotati 10 proprio per quello – conclude il tecnico – naturalmente però possiamo farlo se tutti gli uomini della rotazione ci danno qualcosa altrimenti siamo costretti a spremere per 35′ Rezzano, e per altrettanti o quasi Prandin, per non parlare di Azzano che ho dovuto schierare in un ruolo non suo per tanti minuti perchè Sackey e Bellato non erano in partita. Siamo nel girone di ritorno, gli avversari ormai conoscono pregi e difetti di noi, proviamo a fare altro ma l’alternativa migliore è crescere anche singolarmente”.

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