CARCICH-DAPRETTO, COPPIA DALLE MANI D’ORO

Two is mei che one, recitava una vecchia pubblicità di un gelato, e se è vero che affermarlo in questo caso farebbe torto all’egregio lavoro svolto in tante stagioni da Fabio Iurada, quanto meno si può convenire sul fatto che avere a disposizione due professionisti in un settore tanto delicato come quello dello staff medico, nella fattispecie quello fisioterapico, è un altro canestro realizzato dalla società biancorossa, che nonostante tutte le difficoltà del momento riesce non solo a mantenere alta la professionalità dell’ambiente, ma anche ad arricchire di risorse lo stesso. Quest’anno è il tandem Denis Carcich-Andrea Dapretto a prendersi cura dei muscoli e delle articolazioni dei biancorossi di coach Praticò. Carcich non ha certo bisogno di presentazioni, semmai c’era da chiedersi come mai uno col suo curriculum cestistico non avesse mai pensato (finora, ovvio) di rimettersi in gioco nel basket in qualche veste. “Perchè tuttora mi sento in difficoltà quando calco un parquet – racconta il mattatore di un famoso derby con l’allora Acegas Trieste in una giornata storica per il basket monfalconese – non riesco a non sentirmi ancora giocatore, o per lo meno è ciò che vorrei ancora essere. Sedermi in panchina a fianco dei ragazzi non è facile per me, mi aspetto sempre che il coach mi chiami per entrare. Ci sono voluti anni per disintossicarmi e riconosco di non esserci ancora riuscito, ma non potevo dire di no alla chiamata di un amico come Giancarlo Visciano. Ho ritrovato l’ambiente familiare di sempre, con una bella chimica tra giocatori esperti e giovani in rampa di lancio. Credo che il segreto di questo stia nel lavoro dell’allenatore, che non fa distinzioni tra veterani e giovanissimi nell’approccio”. Da 15 anni ormai massoterapista di professione, con studio a Ronchi, Carcich ha risposto all’appello senza naturalmente un minimo problema di ambientamento. “Essendo stato giocatore non solo conosco l’ambiente ma anche le esigenze del singolo giocatore – continua il mitico “Jack” – finora abbiamo svolto, fortunatamente, un lavoro ordinario, solo recentemente abbiamo avuto un problema piuttosto serio su un muscolo di Medizza, ora rientrato. Per il resto ti dirò che quasi quasi siamo più psicologi che fisioterapisti, tanto più in una stagione particolare come questa. La saletta dedicata ai massaggi è simile al confessionale del Grande Fratello. Parliamo e ci confrontiamo con i ragazzi, cercando di essere utili anche, se non soprattutto, con i nostri consigli”. Andrea Dapretto è colui che ha rimesso in sesto Alessandro Scutiero, malinconicamente avviato, a detta dello stesso “Scuti”, sulla strada dell’operazione al ginocchio. Invece no, perchè grazie al lavoro fatto con il professionista di Turriaco, prossimo ad aprire un nuovo studio a Staranzano assieme a Paolo De Mattia, Scutiero è tornato in campo giusto in tempo per contribuire alla risalita in classifica della Pontoni Falconstar. “Collaboro con Scutiero da novembre, ho valutato la situazione ed ero fiducioso che un percorso conservativo avrebbe potuto dare frutti – spiega Andrea – i fatti ci stanno dando ragione. Abbiamo fatto un lavoro fisico specifico importante, qualcosa che forse era stato trascurato prima, soprattutto per un giocatore reduce da un intervento al crociato. Poi mi è stato chiesto di entrare a far parte anche dello staff della squadra e sono assolutamente soddisfatto dell’esperienza che sto facendo. L’unica nota stonata è l’assenza del pubblico sugli spalti. Il ritorno dei tifosi, quando avverrà, sarà la ciliegina sulla torta”. Come già illustrato da Carcich, sin qui la stagione non ha riservato problematiche in quanto ad acciacchi o, peggio, infortuni, e questo è anche merito della coppia dalle mani d’oro. “Credo che sia piuttosto un lavoro d’equipe e in questo comprendo anche il valore della preparazione atletica – conclude Dapretto – con Luca Bonetta alla guida nel settore siamo tranquilli, c’è una qualità del lavoro atletico altissima e questo limita la possibilità di infortuni. Stiamo cominciando ora ad inserire dei lavori personalizzati per alcuni ragazzi come Macaro (schiena) o Andrea Schina (caviglia) che necessitano di particolare attenzione”.

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